Spesso i giudici del Tribunale dei Minorenni emettono una sentenza di allontanamento di un minore dai suoi genitori basata su una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che ha utilizzato il test di Rorschach senza contestare al perito che non si può usare un test di questo tipo per accertare l'inidoneità genitoriale
La sentenza è impugnabile per vizio di
motivazione (difetto di motivazione o travisamento dei fatti), ma, ricordiamo,
che la sentenza non è automaticamente "nulla",
La distinzione è sottile ma fondamentale
per capire come muoversi in sede legale. Ecco come si articola la situazione
Perché la sentenza non è
"nulla" di diritto
Nel diritto processuale civile, la nullità
di una CTU (e di riflesso della sentenza) si verifica quasi esclusivamente per
vizi procedurali insanabili, come la violazione del principio del
contraddittorio (ad esempio, se il CTU ha svolto incontri senza avvisare i
Consulenti Tecnici di Parte - CTP, impedendo loro di partecipare).
Il disaccordo sulla scelta di un test
psicologico o sulla sua interpretazione scientifica:
- Non costituisce di
per sé una violazione di legge che rende l'atto nullo.
- Rientra nella
discrezionalità tecnica del perito (come ribadito anche di recente dalla
Cassazione, es. Ordinanza n. 25446/2023).
Ma Anche se il test in sé non rende nulla la perizia, la
giurisprudenza della Corte di Cassazione è rigidissima su un punto: il
Giudice non può usare un test proiettivo come "scure" per decidere
l'allontanamento di un minore o l'inidoneità genitoriale.
I test di personalità (come il Rorschach
o l'MMPI) servono solo a delineare la struttura psicologica profonda
dell'adulto, ma non hanno validità predittiva diretta sulle reali competenze
genitoriali pratiche.
Se il CTU e, di conseguenza, il Giudice
hanno basato la decisione di allontanamento prevalentemente o esclusivamente
sui risultati del Rorschach (es. "il genitore ha tratti di personalità
rigidi al Rorschach, quindi è inidoneo"), la sentenza è fortemente
viziata e può essere riformata in Appello o cassata per i seguenti motivi:
- Mancanza di
rigore scientifico: Il Giudice
deve accertare la capacità concreta di accudimento, la qualità della
relazione affettiva e l'assenza di reali pregiudizi per il minore. I test
astratti non bastano.
- Carenza di
motivazione: Se il Giudice
recepisce acriticamente le conclusioni del CTU basate solo sul test
(diventando un mero "passacarte" del perito, il cosiddetto
errore del iudex peritus peritorum), viola l'obbligo di motivazione.
·
Principio
di Cassazione:
L'allontanamento di un minore dalla famiglia biologica è la extrema ratio. Può
essere disposto solo in presenza di un gravissimo e concreto pericolo di
pregiudizio per lo sviluppo del figlio, accertato attraverso l'esame dei fatti
storici e comportamenti reali, e mai sulla base di costrutti teorici ricavati
da un singolo reattivo psicologico.
In questi casi, se ci si trova davanti a una situazione del
genere, la strategia legale non punta a eccepire la "nullità formale"
della CTU, bensì a smontarne la logica intrinseca, quindi:
·
Il
Consulente di Parte deve depositare nei termini una nota in cui evidenzia la
letteratura scientifica internazionale (ad esempio, le linee guida APA o i
protocolli di psicologia giuridica) che nega al Rorschach validità predittiva
sulla genitorialità.
·
Si
deve richiedere al Giudice di discostarsi dalle risultanze della CTU
(potere-dovere del Giudice) in quanto prive di fondamento metodologico
clinico-giuridico focalizzato sul minore.
·
Se
il Giudice di primo grado sposa comunque la tesi del CTU basata sul test, si
impugna la sentenza denunciando il vizio di motivazione e il travisamento delle
risultanze istruttorie per violazione del principio del superiore interesse del
minore
Per finire facciamo un esempio pratico:
Angela (nome fittizio) è una madre che sta affrontando
una causa di separazione molto conflittuale. Durante la Consulenza Tecnica
d'Ufficio (CTU), si sottopone al test di Rorschach.
- Cosa emerge: Nelle
risposte di Angela emergono elementi di marcata ansia, chiusura emotiva e
un profilo di personalità rigido.
- L'errore (l'uso "a scure"): Il giudice o il perito superficiale decidono di
fondare il provvedimento di allontanamento del figlio su questi soli dati,
scrivendo che la madre ha una "personalità fragile e inadatta" e
che questo mette a rischio il minore.
- L'approccio corretto: Il
giudice e il perito non si fermano al test. Verificano se quella rigidità
emotiva si traduce in un danno reale per il bambino. Osservano Anna mentre
interagisce col figlio e notano che, nonostante le sue ansie interiori, è
una madre affettuosa, presente, sintonizzata sui bisogni del piccolo e
capace di accudirlo perfettamente. L'allontanamento viene così evitato,
perché la prova empirica della relazione smentisce il "verdetto"
rigido del test proiettivo.
In sintesi, il test proiettivo può indicare chi
è una persona nella sua interiorità, ma solo i comportamenti reali dicono come
quella persona fa il genitore.
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