domenica 13 settembre 2026

 


Spesso i giudici del Tribunale dei Minorenni emettono una sentenza di allontanamento di un minore dai suoi genitori basata su una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che ha  utilizzato il test di Rorschach senza contestare al perito che non si può usare un test di questo tipo per accertare l'inidoneità genitoriale

La sentenza è impugnabile per vizio di motivazione (difetto di motivazione o travisamento dei fatti), ma, ricordiamo, che la sentenza non è automaticamente "nulla",

La distinzione è sottile ma fondamentale per capire come muoversi in sede legale. Ecco come si articola la situazione

 

Perché la sentenza non è "nulla" di diritto

Nel diritto processuale civile, la nullità di una CTU (e di riflesso della sentenza) si verifica quasi esclusivamente per vizi procedurali insanabili, come la violazione del principio del contraddittorio (ad esempio, se il CTU ha svolto incontri senza avvisare i Consulenti Tecnici di Parte - CTP, impedendo loro di partecipare).

Il disaccordo sulla scelta di un test psicologico o sulla sua interpretazione scientifica:

  • Non costituisce di per sé una violazione di legge che rende l'atto nullo.
  • Rientra nella discrezionalità tecnica del perito (come ribadito anche di recente dalla Cassazione, es. Ordinanza n. 25446/2023).

Ma Anche se il test in sé non rende nulla la perizia, la giurisprudenza della Corte di Cassazione è rigidissima su un punto: il Giudice non può usare un test proiettivo come "scure" per decidere l'allontanamento di un minore o l'inidoneità genitoriale.

I test di personalità (come il Rorschach o l'MMPI) servono solo a delineare la struttura psicologica profonda dell'adulto, ma non hanno validità predittiva diretta sulle reali competenze genitoriali pratiche.

Se il CTU e, di conseguenza, il Giudice hanno basato la decisione di allontanamento prevalentemente o esclusivamente sui risultati del Rorschach (es. "il genitore ha tratti di personalità rigidi al Rorschach, quindi è inidoneo"), la sentenza è fortemente viziata e può essere riformata in Appello o cassata per i seguenti motivi:

  • Mancanza di rigore scientifico: Il Giudice deve accertare la capacità concreta di accudimento, la qualità della relazione affettiva e l'assenza di reali pregiudizi per il minore. I test astratti non bastano.
  • Carenza di motivazione: Se il Giudice recepisce acriticamente le conclusioni del CTU basate solo sul test (diventando un mero "passacarte" del perito, il cosiddetto errore del iudex peritus peritorum), viola l'obbligo di motivazione.

·        Principio di Cassazione: L'allontanamento di un minore dalla famiglia biologica è la extrema ratio. Può essere disposto solo in presenza di un gravissimo e concreto pericolo di pregiudizio per lo sviluppo del figlio, accertato attraverso l'esame dei fatti storici e comportamenti reali, e mai sulla base di costrutti teorici ricavati da un singolo reattivo psicologico.

In questi casi, se ci si trova davanti a una situazione del genere, la strategia legale non punta a eccepire la "nullità formale" della CTU, bensì a smontarne la logica intrinseca, quindi:

·       Il Consulente di Parte deve depositare nei termini una nota in cui evidenzia la letteratura scientifica internazionale (ad esempio, le linee guida APA o i protocolli di psicologia giuridica) che nega al Rorschach validità predittiva sulla genitorialità.

·       Si deve richiedere al Giudice di discostarsi dalle risultanze della CTU (potere-dovere del Giudice) in quanto prive di fondamento metodologico clinico-giuridico focalizzato sul minore.

·       Se il Giudice di primo grado sposa comunque la tesi del CTU basata sul test, si impugna la sentenza denunciando il vizio di motivazione e il travisamento delle risultanze istruttorie per violazione del principio del superiore interesse del minore

 

Per finire facciamo un esempio pratico:

Angela (nome fittizio) è una madre che sta affrontando una causa di separazione molto conflittuale. Durante la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), si sottopone al test di Rorschach.

  • Cosa emerge: Nelle risposte di Angela emergono elementi di marcata ansia, chiusura emotiva e un profilo di personalità rigido.
  • L'errore (l'uso "a scure"): Il giudice o il perito superficiale decidono di fondare il provvedimento di allontanamento del figlio su questi soli dati, scrivendo che la madre ha una "personalità fragile e inadatta" e che questo mette a rischio il minore.
  • L'approccio corretto: Il giudice e il perito non si fermano al test. Verificano se quella rigidità emotiva si traduce in un danno reale per il bambino. Osservano Anna mentre interagisce col figlio e notano che, nonostante le sue ansie interiori, è una madre affettuosa, presente, sintonizzata sui bisogni del piccolo e capace di accudirlo perfettamente. L'allontanamento viene così evitato, perché la prova empirica della relazione smentisce il "verdetto" rigido del test proiettivo.

In sintesi, il test proiettivo può indicare chi è una persona nella sua interiorità, ma solo i comportamenti reali dicono come quella persona fa il genitore.


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